venerdì 7 ottobre 2011

Chi ha cambiato il mondo

Ci sono uomini e donne che hanno cambiato il mondo, che lo stanno cambiando e lo cambieranno; spesso non sono stati capiti dai contemporanei, sono stati taciuti, sono stati estromessi, ma anche non sono stati notati perchè umili nel loro silenzio.
Il mondo lo si può cambiare, basta volerlo.
L'uomo può cambiare se stesso, basta che lo voglia.
Andare sempre avanti è sempre stato il motore del mondo, senza il quale tutto sarebbe ancora immutato, il mondo non sarebbe tale se non ci fossero state persone capaci, caparbie e creative capaci di cambiarlo anche nella loro apparente follia, nella loro vita disordinata, senza regole, anticonformista.
Grazie a queste persone, che hanno agito nei campi pià svariati, dalla scienza allo spirito, il mondo ha conosciuto il suo progresso.
Nell'era moderna, tuttavia, queste persone hanno una grande strumento in più: la comunicazione.
Nel passato le idee si diffondevano di meno e solo verso i ceti colti, ora e grazie soprattutto alla rete, chiunque riesce a corrispondere con il resto del mondo rendendo la divulgazione delle idee di velocità pari a quella degli impulsi cerebrali che le hanno generate; oggi chi vuole innovare l'umanità, cambiare la società ha questo strumento eccezionale.
Se i grandi uomini del passato avessero avuto la possibilità di poter comunicare come l'uomo moderno, vivremmo sicuramente in un'epoca ancora più evoluta.

lunedì 26 settembre 2011

L'assoluto

La novità sui neutrini che dopo accurate, lunghe, ripetute misurazioni, sembrerebbero aver superato il muro della velocità della luce che Einstein, nel 1905, aveva conclamato, con la teoria della relatività, quale valore assoluto, ha fatto tremare tutti; i commenti e le valutazioni li lascio ai fisici, la teoria della relatività per ora continua a reggere, le altre leggi fisiche continuano a reggere nel nostro viaggio nel tempo e nello spazio, certamente una domanda si porrà sempre l'uomo: ma cosa è veramente assoluto? L'uomo ha viaggiato nella storia tramandando le sue conoscenze, nei secoli lo scibile umano è stato più volte stravolto, conoscenze astronomiche degli egizi sono diventati canoni scientifici solo nell'era moderna, pregiudizi della più svariata natura hanno messo a tacere personaggi illustri, magari finiti al rogo per aver detto cose vere ma che non dovevano essere dette, tutto ciò mentre sin dal suo inizio, comunque immaginato o teorizzato, l'universo avanzava con le sue leggi che dovevano solo, si fa per dire, essere scoperte e rese note per far comprendere come esso funzionava, un concetto semplice dopo tutto.
Però c'è un se, un ma...tutto quello che la scienza ha scoperto è certezza assoluta? La continua ricerca scientifica che l'uomo svolge è per avere una risposta a questa domanda che si incrocia poi con la filosofia, nell'eterno dilemma che cerca di unire il certo al trascendentale. Il bisogno di certezza è insito nell'animo umano, l'incertezza genera paura, sempre; da qui il tremendo scompiglio che ci sconvolge quando un qualcosa che pensavamo fosse assoluto, in realtà, non lo era o non lo era mai stato, è una perdita di certezza che destabilizza, da qui si capisce quanto è fragile l'uomo: la sua vita ha bisogno sempre di conferme, ma il concetto di assoluto non può mai essere confermato. Nulla è permanente, tutto si evolve. Lo stesso fatto di rimettersi in discussione nel corso della vita fa parte del bisogno di rinnovamento che l'uomo ha dentro di sè. Per questo la ricerca scientifica, che esalta la necessità di evoluzione della conoscenza, può sconfessare teorie del passato superandole, dimostrando quindi che nulla è immodificabile o rivisitabile, che nulla è assoluto.





















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martedì 13 settembre 2011

Qu' est-ce-que il y aura en memoire de nous?

Les Egyptiennes, les Grecques, les Romains, les Babylonien, aussi les hommes prehistoriques ont laissèe ses souvenirs vers nous,  est une chose merveilleuse, une temoignage incroyable; avec ses dessins, ses ècrites, ces civilisations ont donnèe, pour l'eternitè, toute leur histoire, toute leur culture.
Avec leur souvenirs, hommes qui ont vècu dans la nuit des temps, ont permis a l'homme modern de composer une histoire perfecte et superbe, les bases absolutes de tout le savoir humain; il est suffit penser au latin: une langue parlèe par les antiques romains et adoptèes du christianisme et pour toutes le sciences antiques aussi pour le grec, la langue adoptèe pour traduire les èvangiles.
La pierre, le papyrus, le papier, toute materieles qui ont adresèe le temp, les siecles et, on dirait, tout analogique!  Lorsque l'homme laissait imprimer sur des supportes les plus variables ses histoires, ses massages, les communications etèes immediates, comme, cette a dir pour example jusqu'à le siecle passè avec la machine à ecrire ou avec l'impression de journaux; ceci donnerait l'impression de idèes vieilles, passèes; mais il n'est pas comme ça.
L'homme, à partir dejà de la premiere partie du XX eme siecle, a developpè avec ses decouvertes scientifiques dans le champs de la tecnologie associèe a l'electricitè, le monde de l'electronique et, depuis, de l'informatique, in particulier, avec l'invention du code binaire a etè revolutionè le concept de codifier chaque information, chaque calcule, parce que le code binaire a introduit definitivement l'homme dans l'age numerique.
Le monde numerique a revolutionnè la vie de l'homme aujourd'hui, a modifiè totalement les habitudes dejà a partir de les enfants, a changè le systeme du travail et des commerces, mais l'homme etè en train dans les ans '90 aussi de se porter encore plus en avant avec "internet", le plus grand systeme de informations et communications que, avec ses developpes, a conduit a la plus complete transformation du monde: mais il serà bien fait-ça?  Le remplacement du papier avec les supportes numeriques seront un sure moyen de comunication avec les generations futures?  On dit que le DVD dovrait etre eterne, mais depuis on a decouvert que avec le temp il aussi va a se degrader, si tout la connaissance et oevres modernes seront virtuelles, il y aura la certitude de l'èternelle? Beaucoup des doutes il y aurait environ le monde virtuel et numerique; le risque de la complete disparition des temoignages de notre civilization moderne sarait concret, tous perdu pour toujour.
Pour cette raison, la recherche sur le developpement des systemes numeriques et virtuelles, doit decouvrir absolument le moyen pour ne effacer pas la temoignage de notre monde dans l'avenir.
(excusez moi pour mon mauvais français)


domenica 11 settembre 2011

11 settembre

Non voglio fare retorica sull'11 settembre, perchè se ne è parlato tanto, tantissimo in questi dieci anni, forse troppo ed è sfuggito un particolare importante: conoscere fino in fondo il vero unico motivo delle stragi di quel giorno che, come tutte le stragi, portano emotività corroborata dai mezzi dei comunicazione che cercano, con successo, di suggestionare, ma non di informare veramente il pubblico.
Nella sua immensa tragedia, l'11 settembre è stato, purtroppo e a lungo, un enorme spot, sul quale giornalisti, case editrici, televisioni e tutto l'indotto ad essi collegato, hanno guadagnato montagne di denaro e questa, francamente, è una qualcosa alquanto squallida, lo sfruttamento commerciale di fatti terribili non è degno di una società che si ritiene civile.
Non c'è mai stata chiarezza, a mio avviso, sull'intera vicenda, le carte non sono state ancora del tutto scoperte, quello che però si sa, e per certo, che quel giorno, in una normalissima giornata di fine estate, migliaia di persone innocenti hanno perso la propria vita senza sapere perchè, di troppi non se ne è saputo piu nulla, spariti, ingoiati dai quei grattacieli implosi su loro stessi, la ricorrenza dell'11 settembre deve essere unicamente un giorno di silenzio e raccoglimento.
L'11 settembre, indubbiamente è stata la strage delle stragi, per il suo significato e per l'obiettivo colpito, un evento terribile che ha cambiato il mondo occidentale, su questo penso che non ci siano dubbi; ma rendere omaggio alle vittime di queste stragi significa comunque ricordarsi che, nel mondo, ci sono state tantissime altre stragi, delle quali se ne è parlato poco o forse nulla o, più semplicemente, ce ne siamo dimenticati, delle quali le vittime sono altrettanto degne di rispetto, la memoria va a tutti e non solo ad alcuni.



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mercoledì 7 settembre 2011

Permanentemente instabile

E' un po' che non scrivo sul blog, ciò mi ha preoccupato molto in questo periodo, avevo paura che le idee se ne fossero andate, perdute per sempre: ciò è causato dal fatto che l'uomo è un essere  "permanentemente instabile", è vero: queste due parole assieme sembrano un paradosso, eppure il concetto trae origine dalla natura stessa dell'uomo, è l'assenza di un baricentro, perchè basta un'emozione a sconvolgerci, basta un rumore per spaventarci, tutte alterazioni che incidono profondamente sul nostro comportamento tali addirittura da far cambiare l'impostazione stessa della nostra esistenza.
Nessuna vita è di routine, ogni uomo, ogni donna, è individuo a sè ed ognuno trascorre il tempo della propria vita in modo diverso, anche le cose che sembrano più banali, che quotidianamente si compiono, possono essere speciali, se eseguite con passione e amore; certo è una concezione ottimistica che tanti non condivideranno, la noia della vita quotidiana fatta di lavoro, scuola, casa, mangiare, dormire.........è tale se a queste cose si dà un colore grigio, senza passione nè amore: anche il rapporto di coppia diventa grigio se non c'è piu passione e amore.
Bisogna colorare la nostra vita, sempre, e meditare su ciò che possiamo migliorare, perchè l'uomo è permanentemente instabile, è la sua creatività che lo contraddistingue dagli altri esseri con una grande forza di andare sempre avanti e reagendo ai problemi, senza subirli passivamente.
La vita, anche quando avanza negli anni, può serbare delle sorprese, perchè siamo immersi in un caos ideale; basta un fatto, una conoscenza, una curiosità per deviare un percorso nel quale ci sentivamo già predestinati; il cambiamento non deve spaventare, la paura della nuova condizione non deve assalirci, ci deve, bensì, incuriosire, ciò che vivremo di nuovo sarà una cosa emozionante e piacevole se abbiamo scelto di viverla con passione e amore.
Tutto ciò va vissuto con fierezza, dicendo quello che si pensa e agendo con coerenza,  senza spaventarsi delle proprie vicende, la persona forte e tenace sarà sempre stimata dagli altri perchè in grado di affrontare i momenti instabili della sua vita senza ipocrisia.

venerdì 19 agosto 2011

Mare

Un mare per quanto piccolo è un qualcosa di immenso, questo lo percepisco ogni volta che mi immergo in quell'acqua salata e fresca che rigenera il corpo e la mente; ho fatto il bagno in parecchi mari che sulle cartine sembrano piccoli laghi come il Mar di Marmara, per esempio, ma anche lì non potevo vedere che fino all'orizzonte, in quel preciso momento mi sentivo piccolo, inghiottito da quella massa d'acqua azzurra,  fragile di fronte alla forza del mare ma, tuttavia, attratto dal fascino di quella distesa liquida che ha, da sempre, attirato l'uomo.
La forza del mare è insita nel mistero che custodisce, un enorme e fantastico scrigno che ancora oggi è in gran parte ignoto, forse ancora più ignoto dello spazio che ci circonda.
Ogni volta che volgo lo sguardo al mare, accompagnato dal suono delle onde che si infrangono sulla riva, la mente vola, sublimata dai riflessi dell'acqua, mentre gli occhi percepiscono il grande spazio che hanno di fronte che si confonde all'orizzonte con il cielo blu.
Il mare e l'uomo, compagni di viaggio e avventura, amici nemici, hanno vissuto in simbiosi sin dalla notte dei tempi, il mare ha regalato i suoi tesori, ha aiutato l'uomo ad evolversi, di contro l'uomo non è stato sempre grato con lui, anzi lo ha spesse volte maltrattato e depredato, dimostrazioni ne sono l'inquinamento e lo sfruttamento indiscriminato della pesca, le stragi delle balene, la cementificazione delle coste.
Con i suoi interventi devastanti l'uomo ha sovente avvelenato il suo più grande alleato, non c'è niente da fare: anche in questo caso l'essere più intelligente della terra ha dimostrato ben poco rispetto verso l'ambiente e soprattutto verso il mare; non voglio entrare nei discorsi demagogici relativi al rispetto per l'ambiente, li conosciamo bene, l'unica cosa da fare era, per restare amici del mare, averne cura sin dall'inizio non dopo; l'irrefrenabile voglia dell'uomo di progresso gli ha fatto sin dall'inizio dimenticare di essere lui stesso parte integrante della natura violata,  di essere dentro il sistema e non sopra il sistema, facendogli dimenticare della sua soggettiva impossibilità di dominare i fenomeni naturali, di contrapporsi alle forze della natura; per questo dico che quando vedo il mare mi sento piccolo perchè prima o poi la natura riesce sempre ad avere la sua rinvincita sui soprusi dell'uomo.

domenica 14 agosto 2011

Il nostro mondo è veramente evoluto?

Il nostro mondo lo riteniamo evoluto, ma ne siamo veramente sicuri?
Forse ci ha accecato il numero "2000", una porta che sembrava ci sbalzasse direttamente nel futuro, che sembrava ci lasciasse alle spalle e per sempre un millennio iniziato in pieno medioevo.
Tante cose sono state dette ma poche cose sono state fatte dopo il 1° gennaio 2000: doveva essere una data storica, le generazioni che la vivevano erano tra coloro che potevano dire di essere vissuti a cavallo di due millenni, una cosa fantastica a quanto pare.
Si pensava che tutto il mondo, dopo il 2000, si sarebbe vestito di quell'aria futurista, forse anche un po' sterile, ma innovativa, moderna dove l'uomo avrebbe vissuto vestito della sua tecnologia un pò come nei cartoni de "I Pronipoti", con gente scintillante, ricca, città piene di torri e macchine volanti, la definitiva conclusione del passato, vissuto nella fatica, nella povertà e con le guerre.
Si, ho divagato, con lo stesso stato emotivo che vivevo da bambino, quando pensavo al futuro, a quel mondo in cui sarei vissuto da grande, da vecchio, erano sogni sorretti dalla speranza di un mondo diverso che aveva risolto, finalmente, i suoi problemi di povertà, fame, disuguaglianza, ingiustizia, malattie, guerre: un'utopia; si, perchè l'umanità non si è avvalsa affatto delle esperienze della storia dalla quale trarre insegnamento, ha continuato a seguire i suoi istinti senza voltarsi indietro e senza andarsi a guardare dentro, cieca e sorda.
Il risultato è stato che ora, all'undicesimo anno dell'era 2000, il mondo continua a patire sofferenze come in passato, dilaniato da conflitti, miseria e ingiustizie, et etiam, continua a viaggiare a velocità diverse: un mondo composto da mondi diversi nei quali, con modalità altrettanto diverse, c'è una continua violazione dei fondamentali diritti dell'uomo e la negazione dei suoi  bisogni primari.
Che ci sia una parte, quella dominante, di mondo, tecnologicamente progredita in grado di gestire grandi interessi come quelli economici e di mercato non significa affatto che il mondo, nel suo complesso abbia raggiunto un grado apicale, in relazione al tempo, della sua evoluzione.
A prescindere dai singoli contesti culturali,  ritengo che fino a quando l'umanità intera non garantirà fino all'ultimo dei suoi componenti i più elementari diritti, questo nostro mondo non potrà mai ritenersi progredito, ma questo si sa, è utopia.
Nel mondo continua ad insistere un sottobosco di sofferenza enorme con un un occidente opulento e sprecone in contrapposizione al Sud del mondo misero e affamato, indignarsi non basta.
Ma tutto passa segnato dall'indifferenza e, in parte, dalla rassegnazione, forse è l'assenza di speranza dettata dall'impotenza soggettiva di poter cambiare le cose, correlata ad una crescente generale mancanza di rispetto della dignità umana, questa una costante che nel nuovo millennio doveva definitivamente decadere.

domenica 31 luglio 2011

L'egoismo

L'egoismo dell'uomo non ha limiti: un misto di indifferenza, sete di potere, denaro, affermazione; nella storia dell'umanità l'egoismo ha creato mostri, messo in ginocchio interi popoli, negato diritti, diviso famiglie.
L'egoismo è l'amore assoluto per se stessi che se portato all'accesso crea grave nocumento agli altri; il raggio d'azione può essere breve, ma non certo meno intenso o più esteso laddove vengono coinvolti anche i grandi interessi e le grandi masse.
Le dittature, per fare un esempio, riconducono sempre agli interessi esclusivi di una sola persona o di una casta che con metodi antidemocratici, frutto della follia, riesce ad assoggettare intere masse di popolazione negando i diritti umani, condizionando le economie, imponendosi, a livello internazionale avocando la sovranità nazionale basata su un sistema assolutistico. La storia ci insegna che i tiranni e i sistemi a loro collegati hanno sempre avuto una fine; l'istinto di sopravvivenza, la forza e il coraggio alimentati dai nobili ideali di libertà hanno sconfitto il totalitarismo, i mostri hanno vita breve, il male, le forze oscure che si insidiano come cancri nelle società vengono prima o poi estirpati.
Ma l'egoismo è nell'uomo anche nella vita  di tutti i giorni.
Bisogna resistere all'egoismo e dare spazio alla generosità, la solidarietà, non solo materiale,  da una persona verso l'altra esercitata con la comprensione e l'ascolto; caso tipico nella coppia, entrambi devono essere solidali, l'amore è complementare, quando nella coppia c'è egoismo, c'è ipocrisia,  non c'è più coppia; inoltre il bene, quello vero, è sempre gratuito, se per un gesto di aiuto si ha la pretesa di una contropartita, già il gesto stesso stesso è egoismo; il bene offerto non deve essere a vantaggio di se stessi ma per gli altri, sempre.
Sconfiggere l'egoismo già nella vita di tutti i giorni porterebbe ad una migliore vita relazionale, un contributo notevole per la società nella quale noi viviamo, tutto ciò è utopistico, lo so, l'illusione di un mondo futuro perfetto, con un uomo perfettamente equilibrato in pace con se stesso e con gli altri è una speranza che tende a infinito, tuttavia le buone intenzioni, sempre e comunque, non saranno mai dannose all'uomo e al suo mondo.

sabato 30 luglio 2011

La nostalgia

La nostalgia è un sentimento che accompagna, costantemente, l'uomo.
Spesso pensiamo al passato, perchè solo questo è cosa certa nella vita, la transizione dal passato al futuro, il presente, collega ogni momento dell'esistenza, uno scorrere del tempo circolare che fa percepire e rivivere nell'esame del ritroso ciò che la mente, nel ricordo, immagazzina, scartando involontariamente, ciò che non si vuole ricordare. La nostalgia traspare sempre in ciò che ricordiamo, è un sentimento legato ai luoghi, situazioni, persone; facendoci dimenticare la concretezza del presente. Talvolta vorremmo che il presente fosse come il passato, ma poi ci rendiamo conto che l'esistere volge solo in avanti e che è impossibile rivivere o attualizzare i momenti vissuti, talvolta vorremmo invece un presente diverso dal passato, i dispiaceri, le situazioni dolorose vissute segnano in maniera indelebile la nostra vita, ma anche in questo caso, il nostro antecorso storico ha momenti immemorabili che affiorano nella nostra mente con la nostalgia.
La nostalgia accompagna le poesia di un poeta o le composizioni di un musicista; la  nostalgia legata alla terra d'origine che, per le vicende dalla vita, l'uomo è stato costretto ad abbandonare è un sentimento, per esempio, che costantemente accompagna il presente di chi è emigrato: vivere in luoghi diversi da quelli natii, il doversi adattare ad altri stili di vita, costretti magari a dover parlare altre lingue è una condizione di vita difficile spesso non compresa, chi nasce e vive nello stesso luogo e continua a frequentare l'ambiente di sempre spesso non si rende della sua condizione di privilegio perchè predominato dall'indifferenza.
Neruda, nelle sue poesie, invocava sempre il suo Cile, nella sua condizione di esiliato e non lo dimenticava, chi si è trovato costretto a lasciare la sua terra sente nell'animo il richiamo di essa, sempre.
Certo, altri sentimenti e interessi prevalicano la nostalgia o, almeno, ne attenuano gli effetti, il nostro subconscio seleziona continuamente le informazioni derivate dalle emozioni permettendoci di creare un equilibrio interiore che ci permettere di gestire la nostra emotività;  una situazione serena di vita, la pace con se stessi e con gli altri, l'amore, sono tutti elementi che favoriscono ad allontanarci dal nostro passato, concedendo valore e senso alla vita presente; qualora taluni elementi vengano a mancare, la forza devastante dei ricordi del passato riaffiora inevitabilmente, il sentimento nostalgico è forte, cosi forte da distruggere, specialmente se la vita attuale è conseguenza degli errori del passato.


martedì 5 luglio 2011

La paura

La paura è un sentimento che deriva dall'incertezza dell'ignoto, è un'ombra che segue l'uomo per tutta la sua vita condizionando l'intera esistenza; il non sapere genera paura, la paura influenza la volontà, pregiudica le scelte, ma l'incertezza dell'ignoto da cosa deriva?
La risposta è nel futuro.
Il futuro suscita curiosità perchè non sappiamo come sarà veramente, lo possiamo ipotizzare in base agli indirizzi che diamo alla nostra vita, ma è condizionato dagli eventi imprevedibili ed ignoti che generano una paura talvolta inconscia, tutta la vita viene costruita sulla base di eventi causali che ne condizionano il percorso, eventi che non fossero accaduti avrebbero generato il futuribile: un qualcosa di possibile che non potrà mai più accadere.
E' possibile che il futuro non generi paura? E' una domanda logica alla quale l'uomo ha cercato di dare le più svariate risposte, ma l'incertezza di ciò che dovrà accadere, anche di positivo, anche se prevedibile, genera insicurezza e quindi paura.
Spesso l'uomo cerca di nascondere questo sentimento, cercando di dare un'immagine di sè forte e temeraria, l'uomo coraggioso è un'icona che ha caratterizzato i grandi miti della storia sin dall'antichità; ma è un modello utopistico, in realtà la figura di un essere privo di paura e quindi capace di dominare i propri primordiali sentimenti non esiste.
L'uomo è un essere che, nonostante la sua tenacia, è travolto dai propri sentimenti seppur influenzati dalla sua intelligenza, quindi anche il più temerario, il più scevro è intimamente pauroso; la ragione di questo è che seppur l'umanità sia in grado di creare civiltà e progresso, non ha la possibilità di avere il controllo degli eventi nè di prevederli con certezza, la causalità costantemente irrompe nelle vicende umane; questa è la ragione che porta all'incertezza del futuro unitamente ai timori e alle angosce per ciò che potrà accadere.
Non c'è soluzione, a quanto pare, unico rimedio è riuscire a vivere bene il presente e cercando di gustarne i lati positivi..."carpe diem".
Lorenzo de' Medici nella suo "Trionfo di Bacco" esorta l'uomo a cogliere l'attimo, il presente, poichè di "doman non c'è certezza", e la giovinezza sfugge inesorabilmente, ponendo quindi in risalto l'incapacità dell'uomo di avere cognizione di quello che accadrà; tra le righe si può interpretare il messaggio che invita a vivere il presente con letizia, lungi dalle paure, senza pensare al futuro incerto.